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Fabio Vacchi
Socio Onorario

Fabio Vacchi ha studiato al conservatorio G.B. Martini di Bologna con Giacomo Manzoni e Tito Gotti. Nel 1974 ha partecipato ai corsi del Berkshire Music Center a Tanglewood (USA), dove ha conseguito il "Koussevitzky Prize in Composition", e nel 1976 ha vinto il primo premio al concorso di composizione "Gaudeamus" in Olanda con Les soupirs de Geneviève per 11 archi solisti. Nello stesso anno ha scritto Sinfonia in quattro tempi per la Biennale di Venezia, che gli ha quindi dedicato due concerti monografici nelle edizioni del 1978 e 1979.

Ha debuttato al Maggio Musicale Fiorentino nel 1982 con Girotondo, opera in due atti su libretto tratto da Schnitzler alla quale sono seguite, negli anni ’90, Il viaggio, La station thermale, allestita anche alla Scala, Les oiseaux de passage e, nel 2003, Il letto della Storia (libretto di Franco Marcoaldi e regia di Giorgio Barberio Corsetti), per la quale Vacchi ha ricevuto il Premio Franco Abbiati della Critica Musicale Italiana alla miglior novità dell'anno. [1] Dal sodalizio con Marcoaldi sono nati anche Terra comune (con cui Vacchi è stato chiamato da Luciano Berio a inaugurare l’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2002) e Tre Veglie (1998), commissionatogli dal Festival di Salisburgo. Sempre a Salisburgo, nell’ambito delle celebrazioni mozartiane del 2006, la prima assoluta de La giusta armonia, melologo per voce recitante e orchestra interpretato dai Wiener Philharmoniker guidati da Riccardo Muti che, insieme ad Abbado, Berio, Chailly, Chung, Harding, Marriner, Mehta e Pappano - per citarne alcuni, ha più volte diretto, negli anni, musiche di Fabio Vacchi.

Alla testa della Filarmonica della Scala, Muti ha anche eseguito Diario dello Sdegno (Teatro alla Scala, 2003), scritto da Vacchi sull'onda emotiva suscitata, oltre che dagli eventi dell'11 settembre, dai conflitti successivi, e riproposto, dopo la prima milanese, a Bruxelles, in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. I temi etici, cari al compositore bolognese, ritornano in altri suoi lavori, come Irini, Esselam, Shalom (2004) per voce, violino e orchestra, che affronta il tema della pace ripercorrendo passi dei testi sapienziali delle religioni monoteiste, e Dai calanchi di Sabbiuno, per organico da camera, composto per un concerto commemorativo del cinquantenario della Resistenza (Scala, 1995) ed eseguito più di cento volte in tutto il mondo, anche nella versione per grande orchestra, richiesta da Claudio Abbado.

La musica da camera e la collaborazione con il cinema
Dietro commissione di Abbado, Vacchi ha poi composto Briefe Büchners, ciclo di lieder eseguiti alla Philharmonie di Berlino nel 1998, che si collocano nell'ambito della sua produzione cameristica insieme, tra gli altri, a Quartetto n°3 (2002), scritto per il Tokyo String Quartet e insignito dell'Annual Lully Award 2003 come miglior nuovo brano dell'anno eseguito negli Stati Uniti, e Quartetto n°4 (2004), commissione di Radio RAI per l’80º anniversario della radio italiana. Parte dei Luoghi immaginari, invece, venuti alla luce tra il 1987 e il 1992 ed articolati in più brani per diverso organico, è confluita, insieme ad altre opere, nella colonna sonora de Il mestiere delle armi di Ermanno Olmi, con la quale Vacchi ha inaugurato una collaborazione con il cinema, premiata qui con il David di Donatello come miglior musicista e, nel 2005, con gli Rdc Awards per le musiche di Gabrielle, film diretto da Patrice Chéreau. Di Fabio Vacchi anche la colonna sonora di Centochiodi (2007), ultimo lavoro cinematografico di Olmi.

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