| Fausto Torefranca
socio onorario

Nato a Vibo Valentia l'1 febbraio 1883.
Laureatosi in ingegneria presso il Politecnico di Torino nel 1905, si dedicò allo studio della musica sostanzialmente da autodidatta. Si occupò di musicologia e fu un attivo propugnatore dell'attivazione dell'insegnamento di storia della musica e di estetica musicale nell'università italiana.
Docente di queste materie presso l'Università di Roma dal 1913 e presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dal 1930 al 1935, divenne professore ordinario a Firenze nel 1941. Fu inoltre bibliotecario presso il Conservatorio di Napoli e di Milano.
Fu un convinto sostenitore della tradizione strumentale italiana sviluppatasi nel Cinquecento, Seicento e Settecento, trascurata successivamente a tutto vantaggio dell'opera lirica.
I suoi studi spaziarono dalla storia della musica strumentale italiana alla storia della polifonia cinquecentesca. Si devono a Torrefranca importanti contributi inerenti la storia del quartetto, la musica di Sammartini e le origini della sonata.
Di lui si ricorda, fra gli altri, un celebre saggio (o libello secondo taluni) anti-pucciniano pubblicato nel 1912, Giacomo Puccini e l'opera internazionale. Leonardo Pinzauti, che di Torrefranca fu assistente alla cattedra di "Storia della musica" negli anni cinquanta, ricorda che negli anni della vecchiaia Torrefranca parlava del suo Puccini come di "un necessario peccato di gioventù" e che, a suo giudizio, il suo libro avrebbe costretto Puccini a una specie di autocritica i cui risultati si sarebbero avvertiti nella raffinata strumentazione delle ultime opere di Puccini, in particolare del Trittico e della Turandot.
A Fausto Torrefranca è intitolato il Conservatorio di Vibo Valentia. Premio Feltrinelli per la critica d'arte nel 1953. Muore a Roma, il 26 novembre 1955
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