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Giorgio Federico Ghedini
Socio Onorario

Dopo aver studiato organo, pianoforte e violoncello a Torino, si diplomò in composizione a Bologna con Marco Enrico Bossi nel 1911. Iniziò una carriera di direttore d'orchestra, anche se ben presto si dedicò principalmente alla composizione ed alla didattica. Fu docente di composizione al Conservatorio di Torino dal 1918 al 1937, al Conservatorio di Parma dal 1937 al 1941, in seguito si trasferì al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, di cui fu anche direttore dal 1951 al 1962. A testimonianza di questa lunga attività didattica vanno ricordati gli allievi Marcello e Claudio Abbado, Luciano Berio, Niccolò Castiglioni, Fiorenzo Carpi, Carlo Pinelli.
Autore estremamente prolifico, Ghedini lavorò assiduamente fino alla sua morte, avvenuta a Nervi nel 1965. Al suo nome è stato dedicato il Conservatorio di Cuneo.

Appassionato di musica antica, trascrisse e rielaborò composizioni di numerosi autori del rinascimento e del barocco, tra cui Claudio Monteverdi, Girolamo Frescobaldi, Andrea e Giovanni Gabrieli. Alla musica antica si ispirò anche per le sue composizioni originali, tentando di combinarne gli stilemi con il linguaggio novecentesco. Il suo stile è unico nel panorama musicale a lui contemporaneo e si esprime tramite l'eccelso magistero contrappuntistico e formale/costruttivo. Lo stesso Ghedini annotava al riguardo: "La struttura della composizione nasce dallo spontaneo organizzarsi di valori puramente musicali, in una serie di edifici sonori a loro volta cementati l'un all'altro da una chiara logica tematica e costruttiva".
Nella sua sterminata produzione cameristica e sinfonica vanno menzionati il "Concerto per orchestra" (dedicato alla memoria del direttore d'orchestra prematuramente scomparso Guido Cantelli), i concerti per violino "Il Belprato" e "Concentus Basiliensis", il concerto per due violoncelli "L'Olmeneta", la "Musica Notturna" che spicca per la cura timbrica quasi ossessiva, e il "Concerto dell'Albatro" per violino, violoncello, pianoforte, voce recitante e orchestra, su testo di Salvatore Quasimodo tratto da Herman Melville.
Notevolissima, e pure quella sterminata, la sua produzione di musica vocale da camera, in particolare di liriche per voce e pianoforte.
Si dedicò anche all'elaborazione di canti popolari provenienti dalla tradizione arcaica, dedicò alcune sue composizioni al coro della SAT di Trento.

Nel 1950 è stato eletto Socio Onorario della SIMC

 

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