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Gian Francesco Malipero
socio onorario

Gian Francesco Malipiero nacque a Venezia il 18 marzo 1882. Studiò al Conservatorio di Vienna e poi al Liceo Musicale Benedetto Marcello di Venezia, diplomandosi in composizione a Bologna nel 1904. A Berlino e a Parigi entrò in contatto col mondo musicale contemporaneo, e in Italia partecipò con Casella e Pizzetti al rinnovamento della cultura musicale, patrocinato anche da Gabriele D'Annunzio.
La sua vita si svolse tra il Veneto e Roma, prevalentemente ad Asolo, dove lo colse la ritirata di Caporetto. Dal 1921 al 1924 fu insegnante di composizione nel Conservatorio di Parma. Dal 1939 al 1952 diresse il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Dal 1921 al 1924 insegna al conservatorio di Parma. I suoi interessi per la musica antica italiana culminano nell'edizione completa delle opere di Claudio Monteverdi (16 voll. Asolo 1926-1942). Si ritira quindi per la prima volta ad Asolo per dedicarsi esclusivamente alla composizione. Nel 1932 è insegnante nel Liceo musicale di Venezia che dirigerà dal 1939 al 1952. Svolge anche attività didattica dal 1936 all'Università di Padova dove dirige l'Istituto Musicale Pollini.
Nel 1952 si ritira nuovamente ad Asolo per dedicarsi alla composizione. Cessa definitivamente di comporre nel 1971. La morte sopraggiunge il 1° agosto del 1973 in un ospedale di Treviso.
Opere principali della sua prima fase creativa sono la Sinfonia degli eroi (1905), Sinfonia del mare (1906) e Sinfonie del silenzio e della morte (1908) così come l'opera Canossa (composta nel 1911, rappresentata a Roma nel 1914).
Le Impressioni dal vero per orchestra (I-III 1910, IV-VI 1915, VII-IX 1922) mostrano un cambiamento verso una espressione più libera, come quella che conobbe nelle opere di Debussy e Ravel durante un suo lungo soggiorno a Parigi.
Malipiero è stato anche un ottimo prosatore, fine polemista, critico musicale, autore di raffinate memorie. La sua produzione abbraccia i più diversi generi musicali, dalle sinfonie (undici numerate oltre ad altre sei), ai concerti (sei per pianoforte, due per violino, uno per violoncello, uno per flauto, uno per trio con pianoforte ), alla musica da camera, dove emergono gli stupendi otto quartetti per archi, che sono da annoverare tra le più insigni pagine del Novecento scritte per tale formazione, assieme a quelli di Béla Bartók e Dmitrij Sostakovic. Nel fittissimo corpus dell'opera di Malipiero spiccano anche gli otto Dialoghi, composti tra il 1955 e il 1957, destinati alle più differenti formazioni, dal semplice duo all'orchestra sinfonica con strumento solista.
Nella sua immensa produzione teatrale spiccano L'Orfeide (1925), che comprende le Sette Canzoni, il Torneo notturno (1931), I Capricci di Callot (1942), Le metamorfosi di Bonaventura (1963). Fu inoltre autore prolifico di musica corale e vocale da camera e di molti pezzi da camera per complessi diversi. In un catalogo così ampio, non mancano pagine di secondaria importanza.
Malipiero curò inoltre la pubblicazione dell'opera omnia di Claudio Monteverdi e contribuì alla valorizzazione dell'opera di Antonio Vivaldi, di cui dal 1947 diresse l'edizione dell'opera omnia strumentale
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